A Settembre…

Sabato 6 settembre – ore 17

L’area archeologica dello Stadio di Domiziano e Piazza Navona

Parione_-_Stadio_di_Domiziano_1120141L’area archeologica dello Stadio di Domiziano, oggi “Piazza Navona” è il primo esempio di stadio di atletica in muratura costruito a Roma. Iniziando la nostra visita tra i resti di questa maestosa costruzione e delle attività che si svolgevano in esso, attraverso un viaggio nella storia, ripercorreremo le trasformazioni di questa meravigliosa area del centro storico per concludere la nostra visita tra i capolavori del Barocco romano nell’affascinante Piazza Navona.

Appuntamento: Roma, Via di Tor Sanguigna 3. Biglietto d’ingresso €5 – €3

Domenica 7 Settembre – ore 16:30

“Andiamo alle terme….Le terme di caracalla”

– Ingresso Gratuito –

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Una mattinata alle terme, lasciamo andare l’immaginazione e torniamo indietro nei secoli:

“Seguiamo la gente che entra. E ci mettiamo anche noi in coda: notiamo che ci sono uomini e donne, vecchi e bambini, artigiani e soldati, ricchi e schiavi. […] La coda avanza rapidamente. A una a una le persone danno una moneta a uno schiavo, che le mette in un piccolo forziere di legno. L’entrata non è libera, ma il prezzo è davvero popolare: un quadrante” (A. Angela).

Il complesso termale costruito da Caracalla tra il 212 e il 217 d.C è uno dei meglio conservati. Le terme, che potevano accogliere più di 1.500 persone, furono restaurate da Aureliano, Diocleziano e Teodorico. Cessarono di funzionare dopo il 537 d.C. in seguito all’assedio di Roma da parte del capo dei Goti, Vitige, che tagliò gli acquedotti per togliere i rifornimenti idrici alla città. Negli scavi effettuati nelle terme, a partire dal XVI secolo, furono rinvenute molte opere d’arte, tra le quali tre famose sculture “farnesiane” (il Toro, la Flora e l’Ercole) ora al Museo Nazionale di Napoli, e le due grandi vasche di granito, ora in piazza Farnese a Roma.

Appuntamento: Roma, via delle Terme di Caracalla 52. Biglietto €6 – €3

LE VISITE DEL 14 – 20 e 27 SETTEMBRE SONO INSERITE IN:

“San Pietro: Il Primo Papa della Chiesa Cattolica”

«Già da qualche anno regnava Nerone, quando giunse in Roma l’apostolo Pietro e, operati alcuni miracoli per la virtù e il potere che Dio aveva infuso in lui, convertì molti alla vera fede e innalzò a Dio un tempio fedele e duraturo» (Lattanzio III-IV sec.d.C.)

Con una serie di visite, distribuite in più giorni, andremo alla scoperta dei luoghi emblematici legati alla figura di questo Apostolo, il primo ad essere chiamato da Gesù insieme a suo fratello Andrea.

Domenica 14 Settembre – ore 16:30

 La Basilica di San Pietro in Vincoli e il Mosè di Michelangelo

arte_roma_030_s_pietro_in_vincoliUna passeggiata nel Rione Monti ci porterà nella splendida basilica di San Pietro in Vincoli detta anche Basilica Eudossiana, perché ricostruita da Eudossia, moglie dell’imperatore Valentiniano III, per custodirvi le catene di San Pietro ritenute in Gerusalemme e a lei consegnate da sua madre Eudocia e, Secondo la tradizione, ancora conservate sotto l’altare.  Consacrata nel 439 da papa Sisto III, fu restaurata durante il pontificato di Adriano I nel 780 circa, ed in seguito dopo il 1000. Notevoli lavori vi intraprese il nipote di Sisto IV, il Cardinale Giuliano Della Rovere, dal 1471 al 1503, anno in cui fu eletto papa con il nome di Giulio II. Al suo interno è conservato la meravigliosa tomba di Giulio II con la statua del Mosè magistralmente scolpita da Michelangelo.

Appuntamento: Roma, Piazza di San Pietro in Vincoli 4. Ingresso libero

 Sabato 20 Settembre – ore  9:30

 Il Complesso di San Pietro in Montorio al Gianicolo

sanpietroinmontorioLa suggestiva Chiesa di San Pietro in Montorio, così detto da “Mons Aureus”, nome dato al Gianicolo per la sua marna dorata, fu eretta prima del IX secolo sul luogo ove per erronea tradizione si riteneva che San Pietro fosse stato crocifisso. Nella prima cappella a destra si trova la”Flagellazione” opera di Sebastiano del Piombo del 1518 su disegno di Michelangelo. Nel cortiletto della chiesa si trova il celebre Tempietto del Bramante, a pianta circolare, formato da sedici colonne doriche di granito, uno dei capolavori più importanti dell’architettura rinascimentale.

Sabato 27 Settembre – ore 9

Nel cuore della Cristianità: la Basilica di San Pietro in Vaticano

vista_aereaLa Basilica di San Pietro è la più grande delle basiliche papali di Roma, descritta come la più grande chiesa del mondo, centro della cristianità. Dal COLONNATO del BERNINI entreremo in quella che è la più importante basilica a Roma ripercorrendo la storia dei suoi progetti: dalla primitiva basilica costantiniana attraverso i cambiamenti cinquecenteschi fino all’assetto attuale opera dei più grandi architetti di tutti i tempi. Con l’aiuto di immagini e piantine della basilica riusciremo insieme a capire la sua evoluzione progettuale.

La visita finirà, solo per chi vorrà, sulla CUPOLA della basilica per ammirare uno dei più bei panorami del mondo. L’accesso alla cupola si ha attraverso la lunga salita a spirale, denominata “lumaca di Sant’Andrea” e 537 scalini che portano fino alla panoramica galleria esterna.

Appuntamento: Roma, Piazza San Pietro (inizio del colonnato – lato destro guardando la basilica). Biglietto ingresso cupola: €7 (con ascensore fino al livello terrazzo + salita a piedi 320gradini) – €5 (salita a piedi – 551 gradini).

Domenica 21 Settembre – ore 16:30

Palazzo Spada e la galleria Prospettica di Francesco Borromini

fintaprospettivapalazzospada2La Galleria Spada venne aperta al pubblico nel 1927, acquistata dallo Stato italiano  insieme al Palazzo che divenne sede definitiva del Consiglio di Stato. La maggior parte delle opere esposte proviene dalla collezione di Bernardino Spada (1594-1661) successivamente accresciuta di nuove acquisizioni. Ma nel cortile del Palazzo dall’ingresso principale, si scorge sul lato sinistro, la celebre galleria prospettica opera di Francesco Borromini, che si spinge al di là del giardino piccolo dei melangoli, restituita alla sua immagine originaria da un recente e laborioso intervento di restauro.

Appuntamento: Piazza Capo di Ferro 13, ore 15:45. Biglietto d’ingresso: € e- €2,50

Domenica 28 settembre – ore 8

Il Palazzo del Quirinale

quirinale-the-inner-courtyardIl Palazzo del Quirinale sorge in un luogo che, per la posizione elevata e la particolare salubrità, ospitò fin dall’antichità nuclei residenziali, edifici pubblici e di culto. Sorsero nel IV secolo a.C. il tempio del Dio Quirino che impose nome al colle, e il tempio della Dea Salute nel quale si celebravano cerimonie propiziatorie del benessere dello stato; le presenze più imponenti sul colle erano certamente quelle delle terme di Costantino e del tempio di Serapide, edificato da Caracalla nel 217 d.C. Nel Medioevo il colle venne a popolarsi di chiese, di palazzetti gentilizi e di torri, mentre gli edifici antichi andavano in rovina ed i loro marmi cominciavano ad essere utilizzati per costruire nuove fabbriche. Nel ‘400 e all’inizio del ‘500 intorno alla piazza e lungo l’antica via Alta Semita (oggi via del Quirinale) si disposero palazzi e ville di nobili e prelati tra i quali il cardinale Oliviero Carafa, proprietario di una villa con vigna sul luogo dove oggi sorge il Palazzo del Quirinale. Andremo alla scoperta dei suoi cambiamenti nei secoli in un percorso che attraversa l’arte e la storia.

Appuntamento: Roma, Piazza del Quirinale. Biglietto d’ingresso: €5

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La Pimpaccia

“Olim Pia Nunc impia”

 

pimpaccia,algardi,olimpia,maidalchini,romaNata a Viterbo nel 1592 da una modesta famiglia, l’intraprendente e ambiziosa Olimpia Maidalchini riuscì a concentrare nelle sue mani un potere e una ricchezza smisurata. Non c’era attività e decisione a Roma che fosse avanzata senza il suo avvallo. Rimasta casualmente vedova nel 1639 del marito Pamphilio Pamphilj, più vecchio di lei di trent’anni, fratello del cardinale Giovanni Battista Pamphilj divenuto poi papa, si ritrovò libera dai doveri coniugali e soprattutto libera di dedicare anima e corpo all’amato cognato. Le malelingue e quell’indisponente di Pasquino chiacchieravano che fu proprio lei a somministrare al povero marito, nel sonno, un potentissimo veleno. Fatto sta che quello morì e lei iniziò il trionfo: cinque anni dopo, l’ascesa di Giovanni Battista si concluse con l’elezione al soglio di Pietro: il potente Innocenzo X. Fu la svolta per Donna Olimpia alla quale il cognato donò un potere smisurato!
Il figlio, Camillo, divenne subito cardinale nel concistoro del 1644, ma vi rinunciò dopo soli tre anni per sposare la giovane Olimpia Aldobrandini, figlia del potente Principe Borghese. Le due donne ebbero però in comune solo il nome, combatterono infatti una guerra senza esclusioni di colpi per ottenere il primato nella città!
Il popolino era lì a guardare, Pasquino continuava a parlare e Donna Olimpia Maidalchini divenne ben presto la Pimpaccia soprannome estrapolato proprio dal nome stesso “Olim pia, nunc impia” (una volta religiosa, ora peccatrice), per altri la Papessa per la sua “devozione” verso Innocenzo X.
Altri scandali segnarono la carriera dell’intraprendente Signora. Nell’anno santo 1650, volle che la Porta Santa di Santa Maria Maggiore venisse aperta dallo scapestrato nipotino Francesco Maidalchini, che non aveva neppure preso gli ordini religiosi! Quello, appena aperta la Porta, cercò di rubare la cassetta con gli ori e gli argenti murata, secondo la tradizione, nello stipite della Porta nel giubileo precedente. È proprio il caso di dirlo, l’atto eretico scatenò l’ira di Dio…cadde addirittura il Crocifisso di San Marcello portato in processione nel giovedì santo, ne seguì panico, cavalli imbizzarriti, cardinali, flagellanti, ambasciatori fuggivano, lumini accesi per invocare la salvezza…fu il caos.
Per di più agli innumerevoli scandali si accompagnava un’esagerata avidità e l’ostentazione di un carattere, a dir poco, antipatico! Una delle ultime infamità che fece riguardò il suo protettore e amato cognato, papa Innocenzo X morto ad 81 anni. Non solo dichiarandosi “povera vedova” gli sottrasse subito subito dopo la morte le casse piene d’oro, ma non si occupò neanche di procurargli una cassa da morto…l’ingrata cognata non volle sapere nulla né di esequie, né di sepoltura, nulla.
Ma fece qualcosa di buono questa Signora?? Sì, tra fatti e misfatti, insieme al suo protettore conferirono a Roma il magnifico volto di città Barocca grazie alle commissioni ai due più grandi artisti attivi in quegli anni: Bernini e Borromini.
La nobildonna, però, morì solo due anni dopo il cognato, fu la peste a portarla via nel 1657, lasciando sulla Terra una cifra da capogiro: due milioni di scudi!
In ogni caso potremmo ancora adesso incontrarla. Il suo fantasma appare nel cuore della notte lungo Ponte Sisto a bordo di una carrozza d’oro trainata da cavalli con gli occhi di fuoco, mentre corre verso Trastevere…