Vasilij Kandinsky

VASILIJ KANDINSKY


LO SCARABOCCHIO



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V.Kandinsky, Primo acquerello astratto, 1910



Un acquerello che apre il ciclo storico dell’arte non-figurativa: l’astrattismo. Uno scarabocchio. Ebbene sì, Kandinsky crea uno scarabocchio in quanto prima forma del disegno infantile, frutto del gesto di un bambino che percepisce il mondo come altro da sé: un’ estensione illimitata, ancora sconosciuta, ricca di forme da indagare. Una prima esperienza, quella estetica, che solo apparentemente perduta lascerà il posto alla logica, alla ragione.   Vasilij Kandinsky si promuove di analizzare, nel comportamento del bambino, l’origine, la struttura primaria dell’operazione estetica. Ma quell’azione definita “istintiva” non è casuale, dipende da impulsi e forze profonde, traduce sulla carta, attraverso linee e colori, il tentativo di trasporre sensazioni tattili in immagini visibili.

Il foglio, bianco, è macchiato da due tinte predominanti, stese con maggiore o minore intensità, costantemente accostate: il rosso e il blu. Il primo, colore caldo, tende ad espandersi, il secondo, freddo, a contrarsi. Due energie che avvicinate l’una all’altra si respingono o si rilanciano a vicenda, rispondendo a impulsi profondi e sconosciuti.

Macchie colorate che, legate da segni lineari spezzati o continui tracciati in tutte le direzioni lungo l’espansione della superficie, perdono la loro natura di forme, per diventare forze; non sono, quindi, semplici linee, ma moti e forze che legano o sciolgono, dando vita ad un movimento vorticoso e dirompente all’intero scarabocchio.

Attraverso un groviglio di segni, macchie e ghirigori, connotati prima esperienza estetica, Vasilij Kandinsky, lontano dal voler fornire materiale alla psicologia sperimentale, promuove il foglio di carta da mera superficie da riempire, a campo determinato da forze che agiscono simultaneamente, formando così un sistema dinamico.

Partendo da questa prima fase, Kandinsky introdurrà nelle sue opere immagini più complesse sospinte e unite da forze che conferiranno alla composizione ritmi sempre più controllati, fino ad abbandonare del tutto lo scarabocchio, ma accogliendo l’esperienza estetica come momento fondamentale della coscienza moderna.



“Il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima.


Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto.


L’anima è un pianoforte con molte corde.


L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima”


V.Kandinsky, 1910



Bibliografia

G.C.Argan, l’arte moderna 1770-1970, Milano 2003

V.Kandinsky, Lo spirituale nell’arte,1910 (ed.1985)


 

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Vasilij Kandinskyultima modifica: 2011-01-31T11:03:00+00:00da giardiniarte

2 pensieri su “Vasilij Kandinsky

  1. Come sempre…GRAZIE! Io sono un’ignorante di arte moderna, ma grazie ai Giardini dell’Arte non è la prima volta che mi accosto volentieri e con soddisfazione a questa realtà (Dalì e Mirò sono state delle magnifiche esperienze…Luca ne parla ancora!). Questo quadro, inoltre, mi trasmette emozioni (cosa che raramente mi capita con quadri di arte moderna): energia e desiderio di scoprire cosa può scatenarsi, come se mi trovassi davanti a qualcosa in perenne movimento. Interessante! GRAZIE…ma come posso ringraziare per questo servizio?
    N.B. Approfitto di questa occasione per dire a Valentina che anche se non mi sente spesso deve sapere che penso sempre a lei con affetto e con grande stima. Un abbraccio, Tiziana.

  2. Il modo più bello per ringraziarmi sono i commenti che mi lasci in questo blog. I miei sono piccolissimi contributi per un mondo, quello dell’arte, infinitamente grande che suscita sempre grandissime emozioni se ci si tuffa con entusiasmo e grande ammirazione.
    Spero di riprendere presto le visite guidate…Luca è la mia soddisfazione più grande!!
    Un caro saluto, sentiamoci presto (magari in un luogo più riservato)!
    Valentina

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