Piet Mondrian (1872-1944)

PIET MONDRIAN

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“Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta per esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emotivo che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e estrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se le fondamenta esteriori!) delle cose. Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate d un’alta intuizione, e create con armonia e ritmo, queste forme basilari della bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera”. (Piet Mondrian).

Così Mondrian nel 1914 scriveva. Distruggendo l’oggetto, l’arte si avvicina sempre di più alla verità della coscienza interiore. L’opera quindi non dovendo rappresentare più nulla costituisce un momento di contatto tra l’uomo e l’universo tendete al superamento di ogni naturalismo o accidentalità in funzione di una restaurazione dell’armonia , dell’immobilità o della quiete perduta.

Il Neoplasticismo si proponeva di trovare una nuova forma di espressione plastica, non soggettiva, ma valida per tutti.

Mondrian tornato a Parigi dopo la guerra nel 1919 fino al 1938, porta avanti la sua ricerca  e le composizioni neoplasticiste in rosso, blu e giallo diventano dei veri e propri classici.

Le opere astratte di Mondrian si basano quindi, dopo aver abbandonato una prima fase cubista, su un doppio principio: da un lato un insieme di linee e fasce verticali ed orizzontali riempite di colori puri (rosso, blu e giallo) o con i non-colori (bianco e nero) ; dall’altra la totale esclusione della diagonale.

Ma perché escludere la diagonale? La diagonale implica una sintesi mentre l’artista aspira all’assoluta precisione ortogonale. Il verticale è il principio stesso della vita e della realtà per una continua ricerca dell’armonia universale.

B.Tempel sottolinea che la teosofia parte, tra le altre cose, dalle forze che agiscono tra uomo e donna che Mondrian rappresenta nella sua opera: l’elemento femminile è reso dall’orizzontale, quello maschile dalla verticale.  Il raggiungimento di questa armonia assume una posizione centrale in tutta la sua produzione. Inoltre nella teosofia è importante l’evoluzione dell’uomo che da creatura inferiore, materiale, si eleva ad una superiore condizione spirituale.

Infatti la vita e la realtà a cui fa riferimento Mondrian non è quella materiale e  contingente, ma la pittura superando la contingenza e al di là del divenire, deve riuscire a cogliere il necessario, cioè l’essere. L’essere, dato con la verticale e l’orizzontale, non è UNO, ma è un doppio principio.

Superare il “divenire” significa superare il tragico della vita, il tragico del mondo. La pittura ci fa entrare in questa dimensione superiore, andando al di là delle illusioni, al di là delle apparenze per raggiungere l’essere immobile ed immutabile.

“L’uomo nel mondo non sarà nulla in sé, non sarà che parte del tutto ed è allora che avendo perduta la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà felice in questo Eden che avrà creato”.

Il misticismo di Mondrian è di natura mentale, non emotiva. L’ascetismo tende a superare le passioni e i turbamenti per arrivare all’strattismo in modo graduale togiendo progressivamente all’oggetto tutte le sue note individuali, fino a ridurlo a scheletro, a stilizzazione, alla linea.

Dal 1938 Mondrian approda a New York dando avvio, in questo nuovo mondo, ad una stagione felice. La musica jazze il dinamismo della metropoli lo portarono all’abolizione totale del nero, allontanando così quella dimensione tragica che lo aveva caratterizzato. Nelle ultime opere eprevale una dimensione ritmica, non c’è più un essere immobile, ma i quadri newyorkesi indicano la necessità di un divenire. È come se fosse tornata la vita nell’anima e nel pensiero di Mondrian.

 

Piet Mondrian (1872-1944)ultima modifica: 2016-03-23T19:55:38+00:00da giardiniarte

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